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In molti casi sì. Durante la visita, il Dott. Manodoro valuta se è possibile intervenire con la riabilitazione, l’uso di pessari o terapie conservative prima di considerare l’opzione chirurgica.

Sì, il Dott. Manodoro opera presso strutture ospedaliere d’eccellenza del SSN o convenzionate con le maggiori assicurazioni, garantendo continuità assistenziale dalla prima diagnosi in Sintonia fino all’eventuale fase chirurgica e al successivo follow-up.

Mentre la visita ginecologica si concentra sulla salute dell’apparato riproduttivo, la visita uroginecologica valuta specificamente la funzionalità del pavimento pelvico (il supporto dei muscoli pelvici), della vescica, dell’uretra e del retto . È fondamentale per chi soffre di perdite urinarie o senso di peso pelvico.

Per una valutazione posturale accurata è ideale restare in biancheria intima, ma è sempre possibile eseguire il trattamento con abiti comodi e leggeri se la paziente preferisce.

Assolutamente sì. Utilizziamo tecniche estremamente dolci che rispettano la fragilità ossea e articolare, mirando a migliorare la mobilità e ridurre il consumo di farmaci antinfiammatori.

Non esiste un numero fisso, ma in genere per problematiche acute si riscontra un beneficio già dopo la prima o la seconda seduta. Per condizioni croniche, si imposta un percorso di 3-5 sedute ravvicinate per poi passare a un mantenimento periodico.

No, non richiede preparazioni particolari.

In presenza di dolore, gonfiore, infezioni ricorrenti o sospetto di tumori delle ghiandole salivari.

No, è un esame totalmente indolore e non invasivo.

No, non è necessaria alcuna preparazione.

Quando si avvertono gonfiori persistenti o dolori articolari con sospetto di patologie linfatiche o in corso di follow-up oncologico.

No, è un esame indolore e non invasivo, senza uso di radiazioni.

No, non è richiesta alcuna preparazione particolare.

In caso di noduli palpabili, alterazioni degli esami ematici tiroidei o condizioni familiari e cliniche di rischio.

No, è un esame sicuro, non invasivo e senza radiazioni ionizzanti.

L’esame dura generalmente dai 10 ai 20 minuti, a seconda dell’estensione dell’indagine.

È solitamente richiesto un digiuno di almeno 6 ore prima dell’esame e in alcuni casi l’assunzione di liquidi per migliorare la visualizzazione della vescica.

Sì, è completamente sicuro, non invasivo e non utilizza radiazioni ionizzanti.

No, non è necessario alcun tipo di preparazione specifica.

È indicata per donne sotto i 40 anni, donne in gravidanza o allattamento, o per approfondire anomalie palpate o evidenziate da altri esami.

No, è un esame completamente indolore e non invasivo. Non comporta uso di radiazioni ionizzanti.

No, sono indagini non invasive, sicure e prive di radiazioni ionizzanti.

Sì. I risultati vengono condivisi con gli specialisti del centro per garantire un percorso terapeutico completo.

Ecografia mammaria, addominale, tiroidea, ecografia dei linfonodi e delle ghiandole salivari.

Con un approccio multidisciplinare e trattamenti personalizzati, la maggior parte delle persone può migliorare significativamente la funzione sessuale e la qualità della vita.

Sì, per la vescica iperattiva, disfunzioni ormonali e, in alcuni casi, per il miglioramento della risposta sessuale.

Ansia, vergogna, bassa autostima e paura di perdere il controllo sono elementi che aggravano le disfunzioni sessuali.

Migliora il tono muscolare pelvico, riduce l’incontinenza e il dolore, e favorisce una maggiore sensibilità e soddisfazione sessuale.

Perdita involontaria di urina che si verifica durante la penetrazione o l’orgasmo, un disturbo difficile da ammettere ma che può essere diagnosticato e trattato.

Sì, migliora la forza, la resistenza e l’elasticità muscolare riducendo i sintomi e migliorando la qualità di vita.

La riduzione di estrogeni in menopausa indebolisce i tessuti di sostegno, aggravando il prolasso e i sintomi.

Disfunzione urinaria (incontinenza o difficoltà di svuotamento vescicale), infezioni delle vie urinarie, disfunzione sessuale, erosioni della mucosa vaginale.

Nei casi lievi la sintomatologia può migliorare con esercizi di riabilitazione pelvica e pessari, nei casi avanzati spesso è necessario l’intervento chirurgico.

Si classificano in 4 gradi o stadi, dal più lieve (protrusione minima) al più grave (protrusione esterna completa).

Esame urine completo con urinocoltura, esami strumentali in caso di recidive e valutazione approfondita dei fattori di rischio.

Se non trattate adeguatamente e in presenza di complicanze possono influenzare negativamente la fertilità, specie in caso di infezioni ascendenti.

Buona igiene, idratazione adeguata, minzione post coito, utilizzo di probiotici vaginali, limitazione di irritanti urinari.

In presenza di frequenti recidive non risolvibili con modifiche dello stile di vita o altre principi attivi non antibiotici, ma sempre, sotto stretto controllo medico per evitare resistenza batterica.

Le reinfezioni sono causate da batteri diversi e si manifestano dopo un intervallo di tempo, mentre la persistenza è causata dallo stesso batterio non completamente eradicato.

Dipende dalla causa, ma in molti casi con trattamento adeguato è possibile migliorare significativamente o controllare la condizione.

Farmaci antimuscarinici e beta-3 agonisti che riducono le contrazioni irregolari della vescica.

In caso di incontinenza da sforzo grave o resistente ai trattamenti conservativi, o per correggere difetti anatomici come prolasso o danno sfinteriale.

Esercizi del pavimento pelvico mirati e personalizzati, eseguiti in sinergia con altri distretti muscolari e affiancati alla terapia comportamentale.

L’incontinenza da sforzo si manifesta con perdite durante movimenti o sforzi fisici, mentre quella da urgenza è caratterizzata da un bisogno improvviso e intenso di urinare seguito da perdita involontaria.

Sì, i percorsi sono multidisciplinari e calibrati sulle esigenze specifiche del paziente.

No, i percorsi combinano approcci farmacologici, rieducazione e riabilitazione pelvica, supporto nutrizionale e psicologico.

Un’équipe di uroginecologi, ginecologi, ostetriche, osteopati e psicologi collabora per offrire percorsi personalizzati e integrati.

I risultati migliorativi sono progressivi, spesso evidenti dopo alcune sedute e consolidati nel tempo con protocolli personalizzati.

Essenziale per gestire lo stress, l’ansia e i disagi legati all’aspetto estetico, migliorando la compliance e la qualità della vita.

Sì, con adeguata valutazione medica per evitare interferenze o controindicazioni, garantendo sicurezza ed efficacia.

Agisce con trattamenti mirati per attenuare le cicatrici post-chirurgiche e migliorare la qualità della pelle, supportando anche il benessere psicologico.

I laser frazionati CO2 e Erbium Glass sono i più efficaci per stimolare la rigenerazione cutanea e migliorare l’aspetto delle cicatrici.

Importante per affrontare i cambiamenti corporei e aumentare la motivazione a seguire i trattamenti e stili di vita consigliati.

Radiofrequenza, lipolaser, pressoterapia e ultrasuoni sono le tecniche più utilizzate per stimolare collagene, ridurre adiposità e migliorare la circolazione.

Alcuni trattamenti topici e non invasivi sono sicuri, ma è sempre fondamentale una valutazione individuale da parte dello specialista.

I trattamenti post partum si concentrano su rilassamento muscolare, smagliature e tonificazione, mentre quelli post menopausa mirano a contrastare il fotoaging, la secchezza e la perdita di elasticità cutanea.

Generalmente dai 2-3 mesi dopo il parto, valutando il recupero fisico e l’eventuale allattamento, per garantire sicurezza e efficacia.

Sì, in particolare in menopausa, la riduzione drastica degli estrogeni accelera la perdita di tono, elasticità e idratazione della pelle.

Sì, la protezione solare quotidiana previene il photo-aging e i danni cellulari causati dalle radiazioni UV, anche in esposizioni indirette o brevi.

Offrono stimolazione diretta del tessuto cutaneo profondo, favorendo la produzione di collagene ed elastina e migliorando significativamente tono, volume e luminosità della pelle.

I retinoidi stimolano la produzione di collagene e la rigenerazione cellulare, migliorando elasticità, riducendo rughe e uniformando la texture della pelle.

L’invecchiamento intrinseco è quello naturale legato all’età con rallentamento del rinnovo cellulare, mentre l’estrinseco è causato dall’esposizione a fattori ambientali altamente dannosi come i raggi UV.

Sì, i trattamenti estetici possono essere combinati con percorsi clinici per patologie complesse, come acne o cicatrici post endometriosi.

No, i percorsi possono includere procedure non invasive e minimamente invasive, sempre personalizzate secondo le esigenze del paziente.

Un’équipe di medici estetici, dermatologi e specialisti collabora per offrire percorsi personalizzati e sicuri.

Stenosi, fistole, ascessi, malnutrizione e aumento del rischio di carcinoma colorettale.

Con diagnosi precoce e trattamento adeguato molti pazienti possono vivere una vita produttiva e ridurre sintomi e complicanze.

I farmaci biologici hanno rivoluzionato il trattamento, consentendo di modulare l’infiammazione in modo mirato e ridurre la necessità di cortisonici.

Per confermare la diagnosi, valutare l’estensione della malattia, escludere complicanze e monitorare l’efficacia terapeutica.

Il morbo di Crohn può interessare qualsiasi parte del tratto gastrointestinale con infiammazione e a tutto spessore della mucosa, mentre la colite ulcerosa interessa principalmente il retto e il colon con infiammazione continua e superficiale.

Sì, come esofagite erosiva, stenosi esofagea e l’esofago di Barrett, che può evolvere in carcinoma esofageo.

Sì, evitando fattori di rischio come obesità, fumo, alcol e cibi irritanti e modificando le abitudini alimentari.

Riducendo la produzione acida, i PPI trattano efficacemente la maggior parte dei casi, favorendo la guarigione della mucosa e riducendo i sintomi.

In presenza di sintomi persistenti nonostante la terapia, o se sono presenti sintomi di allarme come disfagia, sanguinamento o perdita di peso.

No, può essere causato da altre patologie gastriche o stress, ma è il sintomo più comune del reflusso gastroesofageo.

Se i sintomi sono persistenti da oltre 3 mesi, associati a perdita di peso, sangue nelle feci o altri segnali di allarme, è importante una valutazione gastroenterologica.

Sì, lo stress influisce sull’asse intestino-cervello, aumentando la percezione del dolore e alterando la motilità intestinale.

Sì, con un trattamento adeguato e la gestione dei fattori scatenanti è possibile mantenere una buona qualità di vita e ridurre gli episodi acuti.

La dieta low FODMAP limita l’assunzione di carboidrati specifici fermentabili che alimentano il gas intestinale e peggiorano gonfiore e dolore, migliorando i sintomi nel 70% dei casi.

Il dolore addominale che migliora con la defecazione, l’alterazione della frequenza e consistenza delle feci, insieme all’assenza di segni organici nelle indagini, sono caratteristiche tipiche.

Sì, il percorso è personalizzato e tiene conto delle diverse problematiche digestive del paziente.

No, integrano diagnosi clinica, terapia farmacologica, supporto nutrizionale e strategie comportamentali.

Un team di gastroenterologi, nutrizionisti e psicologi lavora in sinergia per percorsi personalizzati e multidisciplinari.

Le complicanze possono includere danno renale, ipertensione polmonare, fibrosi polmonare, neuropatie e rischio di infezioni.

Essenziale, perché ogni organo può essere coinvolto e servire una cooperazione tra specialisti per una cura globale ed efficace.

Si tratta di malattie croniche con decorso spesso a remissione, quindi la gestione tempestiva e prolungata può garantire una buona qualità di vita, ma la completa guarigione è rara.

Gli autoanticorpi sono fondamentali per la diagnosi e la classificazione, guidando la definizione della malattia e il monitoraggio della sua attività.

Il lupus è caratterizzato da infiammazione multisistemica con eruzioni cutanee e coinvolgimento renale frequente, mentre la sclerosi sistemica provoca fibrosi cutanea e d’organo, con grave compromissione vascolare.

La predisposizione genetica esiste, ma l’insorgenza e l’evoluzione dipendono anche da fattori ambientali e comportamentali quali il fumo.

I DMARD convenzionali e biologici rappresentano il punto di svolta della terapia, spesso associati a farmaci sintomatici e riabilitazione personalizzata.

Fondamentale per iniziare subito terapie che prevengono danni articolari irreversibili e migliorano la qualità della vita, riducendo la disabilità.

L’artrite reumatoide è una malattia autoimmune che causa infiammazione articolare e può colpire più articolazioni in modo simmetrico, mentre l’artrosi è una degenerazione meccanica e “usura” delle articolazioni.

I primi segnali includono dolore e gonfiore articolare soprattutto simmetrico a mani, polsi e piedi, rigidità mattutina prolungata, affaticamento e febbre.

Colpisce prevalentemente le donne con un rapporto di circa 9:1, con maggior impatto nelle età comprese tra 25 e 45 anni.

La fibromialgia è una condizione cronica con fluttuazioni della gravità dei sintomi; con un trattamento adeguato, molti pazienti possono trovare un buon controllo della malattia.

L’esercizio fisico regolare, la terapia cognitivo-comportamentale, la fisioterapia e le tecniche di rilassamento sono fondamentali per migliorare i sintomi e la qualità della vita.

La fibromialgia non provoca infiammazione delle articolazioni né danni strutturali, mentre l’artrite reumatoide è una malattia infiammatoria autoimmune che danneggia le articolazioni.

La fibromialgia presenta sintomi aspecifici e sovrapponibili a molte altre patologie; inoltre, non esistono test di laboratorio o strumentali specifici, rendendo la diagnosi basata sull’anamnesi e la valutazione clinica.

Sì, i percorsi sono multidisciplinari e personalizzati in base alle esigenze del paziente.

No, vengono integrati approcci farmacologici, fisioterapici, nutrizionali e psicologici.